Posts Tagged ‘la buca del vino’

Il Casatiello

Inserito da Antonella Ciullo data: marzo 29th, 2010

casatiello

Il Casatiello è una torta salata tipica della Campania che allieta le tavole del pranzo di Pasqua e soprattutto le scampagnate della Pasquetta.
Come ogni ricetta tradizionale anche questa tende a variare nei dettagli perchè ogni famiglia ne fa un piatto della propria storia e tradizione.
Caratteristica è la presenza delle uova che vengono messe crude nell'impasto per poi cuocere in forno insieme al Casatiello.
Questa è la mia ricetta, che potrete scegliere di sperimentare in versione "hard" oppure "light"!

Ingredienti:
g. 500 farina
g.40 lievito di birra
cl.3 olio di oliva
g.75 burro o sugna
g.80 prosciutto cotto a dadini
g.80 ciccioli o salame a pezzetti
g.125 scamorza tagliata a listarelle sottili
g.125 parmigiano e pecorino romano passati alla grattugia a fori grossi
sale e pepe q.b.

Tempo di lievitazione: 1 ora e 30 min.
Cottura:40 min in forno a 200°

Sciogliere il lievito in 3-4- cucchiai di acqua tiepida. Trasferirlo nella farina a fontana insieme al burro (o sugna), all'olio, a metà dei ciccioli(o salame), del prosciutto cotto, dei formaggi, e un cucchiaino e mezzo raso di sale e un po' di pepe. Aggiungere un po' alla volta circa mezzo bicchiere di acqua tiepida, regolandosi durante la lavorazione dell'impasto per ottenere una pasta morbida senza dovere aggiungere altra farina.
Lavorare di polso e quando la pasta liscia e morbida si scalda e si gonfia sotto le mani formare una palla e porre su un piatto infarinato a lievitare.
Trascorso il tempo di lievitazione stenderlo con il matterello infarinato su un foglio di carta da forno (per facilitare il trasferimento nella tortiera) in forma più o meno rettangolare e distribuire nella sezione centrale la restante scamorza, i formaggi il prosciutto e i ciccioli(o salame). Arrotolare la pasta e chiudere con la pressione delle dita.porlo in una teglia da ciambelle di cm 26 di diametro(possibilmente a cerniera) ben unta di burro.
Lavate le uova e sistematele crude sul casatiello fermandole con striscioline si pasta.
Fate crescere ancora un po' in un angolo caldo della cucina e infornate quando il forno è a temperatura.
Da abbinare con un vino rosso giovane e vivace, come un Piedirosso campano, ma anche un Lambrusco -che sia però di qualità- o un soffice Lagrein dell'alto Adige.

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Linguine al pesto di pomodori secchi e pinoli

Inserito da Antonella Ciullo data: febbraio 13th, 2010

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g.200 di linguine all'uovo
1 vasetto piccolo di pomodori secchi sott'olio
g.50 di pinoli
2 cucchiai di fagiolini cotti al vapore tagliati a pezzetti

Frullate i pomodori secchi (lasciandone da parte due o tre)insieme al loro olio e a g.30 di pinoli.
Lessare le linguine in acqua bollente salata e scolarle al dente.
Passarle in padella e strascicarle appena col pesto, i fagiolini e due cucchiai dell'acqua di cottura.
Impiattare e decorare con i pomodori secchi a listarelle e i restanti pinoli tostati e tritati grossolanamente.

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Le Garzantine Vino – a cura di Paolo Della Rosa

Inserito da Antonella Ciullo data: gennaio 26th, 2010

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761 pagine – € 39,60 – Garzanti Libri S.p.a.

2300 voci – 600 lemmi di ampelografia ed enologia – 120 termini della degustazione – 70 vini italiani – 300 produttori italiani – 550 vini e produttori di tutto il mondo -70 Schede di approfondimento – 66 Profili enologici nazionali e regionali – 64 Tavole a colori fuori dal testo

Ecco un libro degno di figurare nelle biblioteche di ogni appassionato di vino :la Garzanti ha voluto inserire tra "Le Garzantine" un volume sul Vino in grado di fornire al vasto pubblico di estimatori – neofiti o cultori già esperti – e agli operatori del settore un supporto conoscitivo a 360° sul mondo del vino, trattato nei suoi lemmi da ogni possibile prospettiva.
Per chi non lo sapesse, questa collana di grande successo nata nel 1962, si compone una serie di enciclopedie tematiche dedicate ad argomenti vari dall'arte, all'economia, al diritto, alla filosofia, per non parlare di cinema, letteratura, televisione e per molti è stata ed è un utilissimo, duttile strumento di conoscenza e di divulgazione.
Dice Franco Ziliani: "Il fatto stesso che il Vino, l'universo mondo dell'enologia, della viticoltura, della produzione vitivinicola italiana e internazionale, sia stato considerato come un tema nobile, degno di figurare accanto a discipline come psicologia, religioni, scienze, antichità classica, per citare solo alcuni altri dei grandi temi inseriti in questa collezione editoriale, dimostra quale importanza e dignità culturale abbia ormai assunto il discorso sul vino. Un discorso che va fatto non solo con responsabilità, perché è fondamentale far arrivare agli appassionati e ai consumatori i messaggi più idonei e corretti, ma soprattutto con professionalità, con una conoscenza effettiva della materia e una capacità di fare quell'opera di divulgazione, informazione e comunicazione che parlare (e scrivere) di vino oggi richiede."
Il curatore del volume, che si consulta ovviamente come un'enciclopedia, ma si legge con la piacevolezza di un romanzo, è Paolo della Rosa, persona seria e preparata, lontana dalla fuffa enogastronomca tanto in voga attualmente: bocconiano, sommelier di formazione A.I.S., ha al suo attivo uno stage di degustazione presso la Facoltà di Enologia dell'Università di Bordeaux, è collaboratore di Il Giorno, La Cucina Italiana, Grand Goumet, Il Foglio, più volte membro del Grand Jury Européen du Vin ed esperto di lungo corso di aste internazionali di vini presso Christie's e Sotheby's.
Da Abadia Retuerta (azienda vinicola spagnola nella ragione Castilla y Leon) a Zweigelt (vitigno austriaco), l'autore tratta l'argomento Vino in modo intelligente, mostrando non solo di conoscere l'argomento, ma anche di saper raccontare.
Ogni voce è spiegata in modo essenziale e accurato, ricco di dettagli utili: oltre alla parte puramente enciclopedica troverete moltissime schede di approfondimento per soddisfare curiosità, sfatare luoghi comuni e fornire una serie di informazioni supplementari che esulano dalla mera voce di un lemma e richieduno una divagazione, un esame da diversi punti di vista.
Ad esempio: cambiare tanti vini a tavola fa male?bianco col pesce, rosso con la carne?le donne non capiscono niente di vino?barrique sì o barrique no?
Inoltre ampi box dedicati al vino nella Bibbia, al vino kasher, alla giusta scelta del bicchiere per ogni tipo di vino, a come si legge un'etichetta, al "confronto" tra Barbaresco e Barolo, alla "confusione" dei Sangiovese, al Sassicaia e al Lambrusco, su cui Della Rosa si chiede "un'occasione perduta o un piacere ritrovato?".
Concordiamo dunque con Ziliani, che lo definisce "un volume di grande utilità…che credo valga la pena procurarsi e di cui fare tesoro, ora che, come ricorda il curatore nell'introduzione, rispetto a cinquant'anni fa, quando il consumo di vino pro capite era il doppio rispetto all'attuale " di vino si parla almeno il doppio."

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Brunello di Montalcino: tracciabilità via SMS

Inserito da Antonella Ciullo data: gennaio 11th, 2010
cons brunello
Un servizio sms per una completa tracciabilità della bottiglia acquistata.
È l’ultima iniziativa avviata a tutela del consumatore dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino che già da alcuni anni offre un sistema per la tracciabilità tramite il proprioito internet (www.consorziobrunellodimontalcino.it).
Per accedere al servizio basta seguire le istruzioni del sito e inserire nell’apposito forum le tre lettere e gli otto numeri presenti sulla fascetta obbligatoriamente apposta su ogni bottiglia di Brunello.
Al termine di questa semplice procedura appaiono una serie di dati fondamentali: annata, numero di bottiglie prodotte nella stessa partita, riferimento alla certificazione dell’ente di controllo, dati analitici specifici (titolo alcolometrico, estratto e acidità), nome del produttore con relativi riferimenti di indirizzo, numero di telefono, mail, nonchè il link diretto al suo sito web.
Adesso gli stessi dati possono essere reperiti tramite il telefono cellulare. La procedura è similare a quella del sito internet, ma viene fatta tramite l’invio di un Sms al numero 366.3008880.
In poco tempo arriverà un Sms di risposta contenente tutti i dati.
«Si tratta di un importante passo avanti nel concetto ditrasparenza e tracciabilità totale – commenta il presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino Patrizio Cencioni – Con questo sistema i consumatori hanno innanzitutto la garanzia che la fascetta corrisponda effettivamente alla bottiglia su cui è applicata. Inoltre in questo modo i produttori stringono con il consumatore una sorta di patto che non finisce con l’acquisto della bottiglia, ma va avanti anche dopo, garantendo informazioni e assistenza a chi compra un vino del territorio di Montalcino».
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CATEGORIA: News

Mario Agostinelli e i suoi pregiati legumi toscani

Inserito da Antonella Ciullo data: dicembre 12th, 2009

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Ieri sera Mario Agostinelli è venuto a portarci i meravigliosi frutti del suo duro lavoro!
Mario è un piccolo produttore di legumi toscani di altissima qualità:è molto noto nel campo dell’alta ristorazione, i suoi legumi si trovano nei menù di ristoranti di primissimo livello, e noi ci pregiamo di averlo tra i nostri fornitori perchè vogliamo dare ai nostri amici (tutti i nostri clienti prima o poi lo diventano!), vini e alimenti fatti CON LE MANI, controllati garantiti e assaggiati da noi, possibilmente a kilometro zero..insomma, quanto di meglio la nostra terra possa offrire!
Nella sua azienda agricola Mario produce legumi: il Cecino Rosa, un'antica varietà coltivata nel Pratomagno; il Fagiolo Toscanello di Reggello e il famigerato Fagiolo Zolfino.
Il Cecino Rosa di Reggello è una particolare varietà di ceci del Pratomagno dal sapore delicatissimo:veniva coltivato gia cento anni fà da una famiglia di contadini di Reggello ed è sopravvissuto grazie alla loro accurata selezione. Mario ne ha ripreso la produzione da dieci anni ed è l’unico produttore di questi ceci.
La struttura prevalentemente calcarea del terreno su cui viene coltivato è particolarmente adatta per la crescita di questo legume. Ricco di fibra, beta-carotene e fosfolipidi è molto utile all’apparato cardio-vascolare e nel combattere il colesterolo.
Il Fagiolo Toscanello di Reggello è un "parente stretto" dello Zolfino, è un’altra prelibatezza per gli amanti dei legumi di qualità. Il loro gusto marcatamente dolce e cremoso e la consistenza di questi fagioli dalla buccia sottilissima, viene esaltato da una procedura di cottura lenta ma semplice.
Il Fagiolo Zolfino del Pratomagno è tra le varietà più antiche e rinomate di fagioli. Si tratta di una pianta nana, non molto produttiva,che prende il nome dal particolare colore dei suoi frutti, piccoli fagioli di un  giallo pallido che ricorda molto quello dello zolfo.E' il legume toscano piu' pregiato, tipico del Pratomagno, un'area collinare fra le provincie di Arezzo e Firenze.
Delicato, saporito e facilmente digeribile, ha una buccia sottilissima, tanto da non necessitare un lungo preammollo.
Ed ora, a proposito dello Zolfino, veniamo alle note dolenti..
Questo prezioso legume è tutelato dall'Associazione del Fagiolo Zolfino del Pratomagno, che si occupa di salvaguardarne la produzione e la commercializzazione ma, di fatto, questa associazione sta dando non pochi pensieri a Mario, non lo sta tutelando, anzi lo sta mettendo in difficoltà.
Si dice che il suo regolamento abbia le “maglie” un pò larghe, permettendo così ad alcuni produttori o rivenditori di fare i furbetti; l’indicazione della zona di provenienza viene riportata solo blandamente nelle confezioni, inoltre dà la possibilità ai rivenditori di raccogliere gli scarti di produzione di piccoli produttori e rimetterli sul mercato a proprio marchio.Dunque, purtroppo, alcuni commercianti riescono a piazzare sul mercato prodotti simili ma più scadenti, spacciandoli per l’originale.
Tutto questo sta portando ad una abbassamento del prezzo medio dei fagioli zolfini, ad una svalutazione del prodotto, e sta favorendo chi produce o rivende a bassi costi senza rispettare lo standard qualitativo che questo prodotto dovrebbe mantenere.Ecco perchè ormai sono finiti sui banchi della grande distribuzione.Ecco perchè hanno fregato Mario!
Un piccolo produttore come lui che coltiva in maniera prettamente artigianale e senza l’ausilio di pesticidi chimici, che seleziona a mano uno ad uno i suoi legumi,nel rispetto delle dimensioni e delle caratteristiche che devono contraddistinguere questo fagiolo, ha dei costi di produzione inevitabilmente più alti. Di conseguenza i suoi fagioli zolfini costano di più ma sono prodotti come dovrebbero essere prodotti. Il problema è che, ci dice lui, “la gente non legge le etichette riportate sulla confezione”, non legge dove sono stati prodotti quei fagioli e da chi!
Speriamo che dopo aver letto questo post abbiate capito quanto sacrificio e lavoro fanno i nostri contadini per dare a tutti noi la possibilità di alimentarci in modo sano e "gustoso", e che vi sia venuta la voglia di assaggiare queste prelibatezze che ancora la nostra terra ci offre!
Quanto prima , nella sezione Ricette troverete i suggerimenti per apprezzarli al meglio!

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CATEGORIA: News