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	<title>LA BUCA DEL VINO</title>
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		<title>Giacomo Tachis, il principe degli enologi, lascia</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 10:11:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Ciullo</dc:creator>
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Vogliamo condividere con voi questo articolo di Michele Giuntini uscito ieri su www.ansa.it
E&#8217; il &#8216;principe&#8217; degli enologi italiani, ha inventato vini celebri e i suoi consigli sono ancora i più ascoltati e temuti perché possono fare la fortuna di un&#8217;azienda. Ora Giacomo Tachis, piemontese originario di Poirino (Torino) ma da tempo trapiantato in Toscana, lascia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-482" href="http://www.labucadelvino.com/?attachment_id=482"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-482" title="giacomotachis2" src="http://www.labucadelvino.com/wp-content/uploads/2010/04/giacomotachis2-150x150.jpg" alt="giacomotachis2" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong>Vogliamo condividere con voi questo articolo di Michele Giuntini uscito ieri su www.ansa.it</strong></p>
<p>E&#8217; il &#8216;principe&#8217; degli enologi italiani, ha inventato vini celebri e i suoi consigli sono ancora i più ascoltati e temuti perché possono fare la fortuna di un&#8217;azienda. Ora Giacomo Tachis, piemontese originario di Poirino (Torino) ma da tempo trapiantato in Toscana, lascia l&#8217;attività per ritirarsi a vita privata. &#8220;Lascio &#8211; spiega Tachis &#8211; perché ho 77 anni, ho avuto grandi soddisfazioni e ora voglio dedicarmi interamente alla famiglia, ai miei nipoti e ai miei libri&#8221;. Ritenuto artefice di un Rinascimento del vino italiano e scopritore dei supertuscans, Tachis è considerato il papà di vini &#8217;star&#8217; come Sassicaia, a Bolgheri, e Tignanello e Solaia, nelle tenute di Antinori vicino a Firenze.</p>
<p>Dopo gli studi alla Scuola di enologia di Alba e le prime esperienze professionali, nel 1961 Tachis approdò alla casa vinicola Marchesi Antinori dove è rimasto per 32 anni divenendone storico direttore. Appassionato bibliofilo, nella sua casa di San Casciano Val di Pesa custodisce antichi volumi e dal suo studio continuerà a tenere d&#8217;occhio l&#8217;agricoltura e in particolare la viticoltura. &#8220;Il vino non conoscerà mai crisi perché la gente lo beve e lo berrà sempre&#8221;, dice. &#8220;Negli ultimi decenni &#8211; continua &#8211; sono stati fatti grandi investimenti economico-finanziari nelle campagne. In parte hanno fatto del bene, perché hanno portato progresso. Ma in parte no, perché c&#8217;é chi si è adagiato su un iniziale progresso e ci sono tendenze speculative. Ad ogni modo il vino ha avuto e avrà sempre mercato&#8221;.</p>
<p>Il vino, quindi, ci sarà sempre e &#8220;sarà naturale se è fedele alla sua natura&#8221;. &#8220;Rispettiamo la natura e la semplicità del vino &#8211; esorta pertanto Tachis -. Perciò niente chimica come viene fatta oggi e attenti alla genetica, perché la natura si ribella&#8221;. Una eredità morale che passa alle nuove leve di enologi e anche un avviso ai consumatori. Quindi distingue: &#8220;C&#8217;é il vino del povero e il vino del ricco. Quello del povero è il &#8216;vinum operarium&#8217; fatto semplicemente dal contadino, che nasce dal sentimento e che è più vicino alla natura. L&#8217;agricoltore serio vinifica come sente di fare e l&#8217;ispirazione gli proviene dalla campagna e dall&#8217;armonia raggiunta con essa; in questo modo il vino nasce dalla mano dell&#8217;uomo come la natura vuole che sia&#8221;. &#8220;Il vino del ricco, invece, si ha con tecniche sofisticate, viene ottenuto con travasi particolari, microfiltrazioni o anche balle tipo l&#8221;osmosi inversà e altre ancora. Punta su vitigni scelti, noti, sui più blasonati&#8221;. Tachis si schermisce definendosi un umile &#8216;mescolavino&#8217;, ha presente che il suo mondo apre la porta alla biologia molecolare e all&#8217;ingegneria genetica e fa previsioni. &#8220;Ora è il momento di vitigni emergenti come Cabernet e Syrah, ma in futuro ne arriveranno altri. Si affermeranno vitigni più &#8217;scorrevoli&#8217;, &#8216;passanti&#8217;, meno alcolici&#8221;. &#8220;Oggi &#8211; continua &#8211; molti potano corto per ridurre la produzione ma così aumentano il grado alcolico.</p>
<p>Il vino ad alta gradazione dà alla testa della gente che si accorgerà di preferire vini a gradazione bassa, più facili da bere e adatti alle proprie abitudini alimentari&#8221;. Di conseguenza, tra le regioni vinicole italiane, &#8220;verrà il momento della Maremma, l&#8217;area più vocata della Toscana, e del Sud, in particolare di Puglia e Basilicata, mentre la Sicilia potrà migliorare ancora purché non ecceda&#8221;. &#8220;In Italia &#8211; aggiunge &#8211; basta voler produrre bene per ottenere risultati perché c&#8217;é sole, luce, i terreni sono esposti bene, si tratta di investire e lavorarci&#8221;. E all&#8217;estero? &#8220;California, Cile, Sud Africa, Argentina si svilupperanno di più. E anche la Moldavia&#8221;. Sulla &#8216;vecchia&#8217; Europa, Tachis è convinto che sia &#8220;un fatto tra noi e i francesi. Sono stati più furbi ma non sono mica imbattibili&#8221;. (michele.giuntini@ansa.it)</p>
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		<title>Pan di Ramerino</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 13:21:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Ciullo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
kg.1 farina bianca
g.50 lievito di birra
1 bicchiere di acqua tiepida
1 bicchiere di olio di oliva
g.250 di uva passa zibibbo
1 rametto di rosmarino
g.300 zucchero
Sistemare la farina &#8220;a fontana&#8221; e lavoratela con l&#8217;acqua, il lievito e lo zucchero fino a formare una palla liscia che farete riposare coperta da un panno fino a che non avrà raddoppiato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-477" href="http://www.labucadelvino.com/?attachment_id=477"><img class="alignnone size-full wp-image-477" title="pandiram" src="http://www.labucadelvino.com/wp-content/uploads/2010/04/pandiram2.jpg" alt="pandiram" width="123" height="92" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">kg.1 farina bianca<br />
g.50 lievito di birra<br />
1 bicchiere di acqua tiepida<br />
1 bicchiere di olio di oliva<br />
g.250 di uva passa zibibbo<br />
1 rametto di rosmarino<br />
g.300 zucchero</p>
<p>Sistemare la farina &#8220;a fontana&#8221; e lavoratela con l&#8217;acqua, il lievito e lo zucchero fino a formare una palla liscia che farete riposare coperta da un panno fino a che non avrà raddoppiato il suo volume.<br />
Aggiungere il bicchiere d&#8217;olio, l&#8217;uvetta, e gli aghi di rosmarino e lavorare di nuovo il tutto: quando il composto risulterà morbido suddividerlo in tanti panetti di uguale grandezza, segnarli con un taglio a croce e cuocerli in forno a 200° fino a che non avranno preso una bella crosta scura.</p>
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		<title>Il Casatiello</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 18:18:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Ciullo</dc:creator>
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Il Casatiello &#232; una torta salata tipica della Campania che allieta le tavole del pranzo di Pasqua e soprattutto le scampagnate della Pasquetta.
	Come ogni ricetta tradizionale anche questa tende a variare nei dettagli perch&#232; ogni famiglia ne fa un piatto della propria storia e tradizione.
	Caratteristica &#232; la presenza delle uova che vengono messe crude nell&#39;impasto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.labucadelvino.com/?attachment_id=455" rel="attachment wp-att-455"><img alt="casatiello" class="alignnone size-thumbnail wp-image-455" height="150" src="http://www.labucadelvino.com/wp-content/uploads/2010/03/casatiello-150x150.jpg" title="casatiello" width="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il Casatiello &egrave; una torta salata tipica della Campania che allieta le tavole del pranzo di Pasqua e soprattutto le scampagnate della Pasquetta.<br />
	Come ogni ricetta tradizionale anche questa tende a variare nei dettagli perch&egrave; ogni famiglia ne fa un piatto della propria storia e tradizione.<br />
	Caratteristica &egrave; la presenza delle uova che vengono messe crude nell&#39;impasto per poi cuocere in forno insieme al Casatiello.<br />
	Questa &egrave; la mia ricetta, che potrete scegliere di sperimentare in versione &quot;hard&quot; oppure &quot;light&quot;!</p>
<p>Ingredienti:<br />
	g. 500 farina<br />
	g.40 lievito di birra<br />
	cl.3 olio di oliva<br />
	g.75 burro o sugna<br />
	g.80 prosciutto cotto a dadini<br />
	g.80 ciccioli o salame a pezzetti<br />
	g.125 scamorza tagliata a listarelle sottili<br />
	g.125 parmigiano e pecorino romano passati alla grattugia a fori grossi<br />
	sale e pepe q.b.</p>
<p>Tempo di lievitazione: 1 ora e 30 min.<br />
	Cottura:40 min in forno a 200&deg;</p>
<p>Sciogliere il lievito in 3-4- cucchiai di acqua tiepida. Trasferirlo nella farina a fontana insieme al burro (o sugna), all&#39;olio, a met&agrave; dei ciccioli(o salame), del prosciutto cotto, dei formaggi, e un cucchiaino e mezzo raso di sale e un po&#39; di pepe. Aggiungere un po&#39; alla volta circa mezzo bicchiere di acqua tiepida, regolandosi durante la lavorazione dell&#39;impasto per ottenere una pasta morbida senza dovere aggiungere altra farina.<br />
	Lavorare di polso e quando la pasta liscia e morbida si scalda e si gonfia sotto le mani formare una palla e porre su un piatto infarinato a lievitare.<br />
	Trascorso il tempo di lievitazione stenderlo con il matterello infarinato su un foglio di carta da forno (per facilitare il trasferimento nella tortiera) in forma pi&ugrave; o meno rettangolare e distribuire nella sezione centrale la restante scamorza, i formaggi il prosciutto e i ciccioli(o salame). Arrotolare la pasta e chiudere con la pressione delle dita.porlo in una teglia da ciambelle di cm 26 di diametro(possibilmente a cerniera) ben unta di burro.<br />
	Lavate le uova e sistematele crude sul casatiello fermandole con striscioline si pasta.<br />
	Fate crescere ancora un po&#39; in un angolo caldo della cucina e infornate quando il forno &egrave; a temperatura.<br />
	Da abbinare con un vino rosso giovane e vivace, come un Piedirosso campano, ma anche un Lambrusco -che sia per&ograve; di qualit&agrave;- o un soffice Lagrein dell&#39;alto Adige.</p>
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		<title>Pastierine</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 15:26:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Ciullo</dc:creator>
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Ingredienti per 10 Pastierine
Pasta Frolla:
g.200 farina
g.100 zucchero
g.60 burro (togliere dal frigo 5 o 6 ore prima)
2 tuorli e 2 cucchiaiate di chiara montata
Ripieno:
g.200 grano in barattolo
g.80 ricotta
g.120 zucchero
2 tuorli e 2 chiare montate
dl.1 latte
g.70 cedro candito
Preparate la pasta frolla facendo una fontana con la farina e ponendovi al centro tutti gli ingredienti: impastare velocemente ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-446" href="http://www.labucadelvino.com/?attachment_id=446"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-446" title="pastierine" src="http://www.labucadelvino.com/wp-content/uploads/2010/03/pastierine1-150x150.jpg" alt="pastierine" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ingredienti per 10 Pastierine<br />
Pasta Frolla:<br />
g.200 farina<br />
g.100 zucchero<br />
g.60 burro (togliere dal frigo 5 o 6 ore prima)<br />
2 tuorli e 2 cucchiaiate di chiara montata<br />
Ripieno:<br />
g.200 grano in barattolo<br />
g.80 ricotta<br />
g.120 zucchero<br />
2 tuorli e 2 chiare montate<br />
dl.1 latte<br />
g.70 cedro candito</p>
<p>Preparate la pasta frolla facendo una fontana con la farina e ponendovi al centro tutti gli ingredienti: impastare velocemente ma delicatamente. Fate una palla, avvolgetela nel cellophane e mettetela in frigo mentre preparate la farcia.<br />
Sciacquate velocemente il grano, sgocciolatelo e cuocetelo per 20 minuti in mezzo bicchiere di latte mescolando di continuo. Il composto dovrà risultare denso. Lasciatelo raffreddare e poi unite i tuorli e le chiare montate. Mescolate a parte la ricotta con lo zucchero e il cedro a pezzettini, poi aggiungerli all&#8217;impasto di grano.<br />
A questo punto accendete il forno a 180°, spianare 3/4 della pasta frolla in 10 formine foderate con carta da forno, riempirle col ripieno fino all&#8217;orlo, fate 20 striscioline con la pasta frolla avanzata e mettetene due incrociate su ogni formina.<br />
Infornare e cuocere per 15 minuti.<br />
Le Pastierine si accompagnano bene con Moscati, Passiti e Vendemmie Tardive, e saranno ottime anche dopo 2 o 3 giorni.<br />
Buona Pasqua a tutti dalla Buca del Vino!</p>
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		<title>Linguine al pesto di pomodori secchi e pinoli</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 11:33:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Ciullo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[pesto di pomodori secchi]]></category>
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	g.200 di linguine all&#39;uovo
	1 vasetto piccolo di pomodori secchi sott&#39;olio
	g.50 di pinoli
	2 cucchiai di fagiolini cotti al vapore tagliati a pezzetti
Frullate i pomodori secchi (lasciandone da parte due o tre)insieme al loro olio e a g.30 di pinoli.
	Lessare le linguine in acqua bollente salata e scolarle al dente.
	Passarle in padella e strascicarle appena col pesto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.labucadelvino.com/?attachment_id=433" rel="attachment wp-att-433"><img alt="lingupom" class="alignnone size-thumbnail wp-image-433" height="150" src="http://www.labucadelvino.com/wp-content/uploads/2010/02/lingupom-150x150.jpg" title="lingupom" width="150" /></a><br />
	g.200 di linguine all&#39;uovo<br />
	1 vasetto piccolo di pomodori secchi sott&#39;olio<br />
	g.50 di pinoli<br />
	2 cucchiai di fagiolini cotti al vapore tagliati a pezzetti</p>
<p style="text-align: justify;">Frullate i pomodori secchi (lasciandone da parte due o tre)insieme al loro olio e a g.30 di pinoli.<br />
	Lessare le linguine in acqua bollente salata e scolarle al dente.<br />
	Passarle in padella e strascicarle appena col pesto, i fagiolini e due cucchiai dell&#39;acqua di cottura.<br />
	Impiattare e decorare con i pomodori secchi a listarelle e i restanti pinoli tostati e tritati grossolanamente.</p>
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		<title>Scegliere un frigo-cantina</title>
		<link>http://www.labucadelvino.com/?p=420</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 12:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Ciullo</dc:creator>
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Per conservare al meglio il vino in casa, o per servirlo da veri intenditori non &#232; indispensabile avere una cantina&#8230;
	Oltre alle varie soluzioni domestiche suggerite nel post precedente si pu&#242; optare per un frigo-cantina, new entry nelle nostre case e tra gli oggetti del desiderio degli eno-appassionati!
	Questo elettrodomestico ormai accessibile anche a chi deve fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.labucadelvino.com/?attachment_id=427" rel="attachment wp-att-427"><img alt="brandani frigoc." class="alignnone size-thumbnail wp-image-427" height="150" src="http://www.labucadelvino.com/wp-content/uploads/2010/02/brandani-frigoc.3-150x150.jpg" title="brandani frigoc." width="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per conservare al meglio il vino in casa, o per servirlo da veri intenditori non &egrave; indispensabile avere una cantina&#8230;<br />
	Oltre alle varie soluzioni domestiche suggerite nel post precedente si pu&ograve; optare per un frigo-cantina, new entry nelle nostre case e tra gli oggetti del desiderio degli eno-appassionati!<br />
	Questo elettrodomestico ormai accessibile anche a chi deve fare i conti con piccoli spazi e piccolo budget, &egrave; in grado di riprodurre le condizioni ideali per mentenere intatte nel tempo le caratteristiche dei diversi vini e si trova sul mercato con prezzi variabili, dai &euro;200 in su a seconda delle sue dimensioni, delle funzioni e delle prestazioni che offre.<br />
	I frigo-cantina, silenziosi e capienti, pensati appositamente per il vino, possono essere freestanding o da incasso:<br />
	i freestanding, o a libera installazione&nbsp; possono essere sistemati in qualunque ambiente della casa dotato di presa elettrica, non necessariamente la cucina.<br />
	Si trovano in diverse misure, anche di grandi dimensioni, modulari o componibili, l&#39;estetica &egrave; quasi sempre curatissima e raffinata.<br />
	I modelli a incasso invece, vengono inseriti sotto il top della cucina componibile oppure in colonna con altri elettrodomestici e per questo hanno misure standard adatte all&rsquo;incasso: 60 cm di profondit&agrave;, circa 60 cm di larghezza e intorno agli 80 cm di altezza.<br />
	Al di l&agrave; di forme, dimensioni ed estetica, nella scelta di un frigo cantina bisogna porsi una domanda fondamentale: voglio un frigo-cantina per conservare il vino a lungo e farlo invecchiare?<br />
	O voglio un frigo-cantina che mi conservi semplicemente il vino per la sua degustazione ottimale?<br />
	Per rispondere a queste esigenze diverse essi si trovano in due versioni: climatizzati o temperati .<br />
	I climatizzati&nbsp; sono pensati per la conservazione del vino sul lungo periodo. Grazie all&#39;aerazione continua, al raffreddamento a ricircolo d&#39;aria e a una percentuale di umidit&agrave; compresa tra il 60% e l&#39;80% riproducono l&#39;ambiente ottimale per la conservazione del vino per lungo tempo senza alterazioni, imitando esattamente la cantina. Alcuni modelli climatizzati sono dotati anche di regolazione elettronica di temperatura e umidit&agrave; con display digitale, nonch&egrave; di zone diversificate rispettivamente per l&rsquo;invecchiamento e per il raffreddamento delle bottiglie per creare l&#39;habitat ottimale per vini differenti, dallo champagne al rosso pi&ugrave; corposo (+5&deg;C +22&deg;C).<br />
	I modelli temperati invece,regolabili tra i 5&deg;C e i 18&deg;C sono particolarmente indicati per portare le bottiglie alla giusta temperatura di degustazione; alcuni prevedono fino a 5 zone diverse, preparando alla degustazione contemporaneamente rossi, bianchi o bollicine.<br />
	Nei modelli che non posseggono la diversificazione delle zone, ci si pu&ograve; aiutare studiando bene la sistemazione delle bottiglie: i ripiani pi&ugrave; alti infatti sono pi&ugrave; caldi e vanno in genere riservati ai vini rossi; i ripiani bassi sono pi&ugrave; freddi e quindi pi&ugrave; adatti per i vini bianchi e gli spumanti.<br />
	In ogni caso tutti gli apparecchi hanno pareti interne realizzate in plastiche a uso alimentare e filtri ai carboni attivi per la purificazione dell&#39;aria per evitare la proliferazione di muffe, batteri e odori, elementi molto dannosi per il vino.<br />
	Le porte sono solitamente in doppio o triplo vetro temperato, schermato dai raggi UV, i quali impediscono che luce troppo forte penetri all&rsquo;interno&nbsp; rischiando cos&igrave; di alterare il contenuto delle bottiglie (vini bianchi e spumanti temono in particolar modo la luce):il vano &egrave; comunque spesso dotato di illuminazione interna, azionata all&rsquo;apertura dello sportello o da comandi posti all&#39;esterno.<br />
	I ripiani, montati su tamponi di gomma, sono spesso griglie di acciaio o di legno lavorato a mano e non trattato(cio&egrave; sottoposto a processi chimici potenzialmente capaci di alterare le qualit&agrave; organolettiche del vino) estraibili e regolabili in altezza, pensati per far circolare in modo ottimale l&rsquo;aria<br />
	il compressore di raffreddamento funziona molto lentamente ed &egrave; in genere montato su supporti anti-vibrazioni.<br />
	Infine alcuni modelli sono dotati di chiusura a chiave per una maggiore sicurezza.<br />
	Alcuni optional dei&nbsp; frigo-cantina:<br />
	Funzione party, cio&egrave; un vano separato apribile indipendentemente dal resto, per fornire le bottiglie per un aperitivo o una festa<br />
	Allarme sonoro per avvisare quando la porta &egrave; rimasta inavvertitamente aperta<br />
	Vano frigorifero aggiuntivo<br />
	Sbrinamento automatico</p>
<p style="text-align: justify;">Come tutti i prodotti elettronici, anche i frigo-cantina sono dotati di scheda tecnica: valutatela al momento dell&rsquo;acquisto!<br />
	Sulla scheda tecnica sono indicati:<br />
	capacit&agrave; netta, espressa in litri<br />
	classe energetica di appartenenza (la A &egrave; quella che permette maggiore risparmio energetico)<br />
	numero di bottiglie che il frigo-cantina pu&ograve; contenere<br />
	temperatura minima e la temperatura massima tra cui pu&ograve; oscillare il vano<br />
	caratteristiche, che comprendono l&rsquo;eventuale diversificazione in zone con differenti temperature, i comandi elettronici, le caratteristiche della porta, le eventuali caratteristiche opzionali<br />
	dimensioni espresse in cm</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le migliori marche distributrici di Frigo cantina ricordiamo: Candy, Samsung, Haier, Miele, Scholt&egrave;s, Liebherr, Siemens,Rasera, Artevino.</p>
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		<title>Le Garzantine Vino &#8211; a cura di Paolo Della Rosa</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 10:11:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Ciullo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri - Books]]></category>
		<category><![CDATA[garzantine]]></category>
		<category><![CDATA[la buca del vino]]></category>
		<category><![CDATA[paolo della rosa]]></category>
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		<description><![CDATA[
761 pagine &#8211; &#8364; 39,60 &#8211; Garzanti Libri S.p.a. 
2300 voci &#8211; 600 lemmi di ampelografia ed enologia &#8211; 120 termini della degustazione &#8211; 70 vini italiani &#8211; 300 produttori italiani &#8211; 550 vini e produttori di tutto il mondo -70 Schede di approfondimento &#8211; 66 Profili enologici nazionali e regionali &#8211; 64 Tavole a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.labucadelvino.com/?attachment_id=385" rel="attachment wp-att-385"><img alt="garz2" class="alignnone size-thumbnail wp-image-385" height="150" src="http://www.labucadelvino.com/wp-content/uploads/2010/01/garz2-120x150.jpg" title="garz2" width="120" /></a></p>
<p><strong>761 pagine &#8211; &euro; 39,60 &#8211; Garzanti Libri S.p.a. </strong></p>
<p>2300 voci &#8211; 600 lemmi di ampelografia ed enologia &#8211; 120 termini della degustazione &#8211; 70 vini italiani &#8211; 300 produttori italiani &#8211; 550 vini e produttori di tutto il mondo -70 Schede di approfondimento &#8211; 66 Profili enologici nazionali e regionali &#8211; 64 Tavole a colori fuori dal testo</p>
<p>Ecco un libro degno di figurare nelle biblioteche di ogni appassionato di vino :la Garzanti ha voluto inserire tra &quot;Le Garzantine&quot; un volume sul Vino in grado di fornire al vasto pubblico di estimatori &ndash; neofiti o cultori gi&agrave; esperti &ndash; e agli operatori del settore un supporto conoscitivo a 360&deg; sul mondo del vino, trattato nei suoi lemmi da ogni possibile prospettiva.<br />
	Per chi non lo sapesse, questa collana di grande successo nata nel 1962, si compone una serie di enciclopedie tematiche dedicate ad argomenti vari dall&#39;arte, all&#39;economia, al diritto, alla filosofia, per non parlare di cinema, letteratura, televisione e per molti &egrave; stata ed &egrave; un utilissimo, duttile strumento di conoscenza e di divulgazione.<br />
	Dice Franco Ziliani: &quot;Il fatto stesso che il Vino, l&#39;universo mondo dell&#39;enologia, della viticoltura, della produzione vitivinicola italiana e internazionale, sia stato considerato come un tema nobile, degno di figurare accanto a discipline come psicologia, religioni, scienze, antichit&agrave; classica, per citare solo alcuni altri dei grandi temi inseriti in questa collezione editoriale, dimostra quale importanza e dignit&agrave; culturale abbia ormai assunto il discorso sul vino. Un discorso che va fatto non solo con responsabilit&agrave;, perch&eacute; &egrave; fondamentale far arrivare agli appassionati e ai consumatori i messaggi pi&ugrave; idonei e corretti, ma soprattutto con professionalit&agrave;, con una conoscenza effettiva della materia e una capacit&agrave; di fare quell&#39;opera di divulgazione, informazione e comunicazione che parlare (e scrivere) di vino oggi richiede.&quot;<br />
	Il curatore del volume, che si consulta ovviamente come un&#39;enciclopedia, ma si legge con la piacevolezza di un romanzo, &egrave; Paolo della Rosa, persona seria e preparata, lontana dalla fuffa enogastronomca tanto in voga attualmente: bocconiano, sommelier di formazione A.I.S., ha al suo attivo uno stage di degustazione presso la Facolt&agrave; di Enologia dell&#39;Universit&agrave; di Bordeaux, &egrave; collaboratore di Il Giorno, La Cucina Italiana, Grand Goumet, Il Foglio, pi&ugrave; volte membro del Grand Jury Europ&eacute;en du Vin ed esperto di lungo corso di aste internazionali di vini presso Christie&#39;s e Sotheby&#39;s.<br />
	Da Abadia Retuerta (azienda vinicola spagnola nella ragione Castilla y Leon) a Zweigelt (vitigno austriaco), l&#39;autore tratta l&#39;argomento Vino in modo intelligente, mostrando non solo di conoscere l&#39;argomento, ma anche di saper raccontare.<br />
	Ogni voce &egrave; spiegata in modo essenziale e accurato, ricco di dettagli utili: oltre alla parte puramente enciclopedica troverete moltissime schede di approfondimento per soddisfare curiosit&agrave;, sfatare luoghi comuni e fornire una serie di informazioni supplementari che esulano dalla mera voce di un lemma e richieduno una divagazione, un esame da diversi punti di vista.<br />
	Ad esempio: cambiare tanti vini a tavola fa male?bianco col pesce, rosso con la carne?le donne non capiscono niente di vino?barrique s&igrave; o barrique no?<br />
	Inoltre ampi box dedicati al vino nella Bibbia, al vino kasher, alla giusta scelta del bicchiere per ogni tipo di vino, a come si legge un&#39;etichetta, al &quot;confronto&quot; tra Barbaresco e Barolo, alla &quot;confusione&quot; dei Sangiovese, al Sassicaia e al Lambrusco, su cui Della Rosa si chiede &quot;un&#39;occasione perduta o un piacere ritrovato?&quot;.<br />
	Concordiamo dunque con Ziliani, che lo definisce &quot;un volume di grande utilit&agrave;&#8230;che credo valga la pena procurarsi e di cui fare tesoro, ora che, come ricorda il curatore nell&#39;introduzione, rispetto a cinquant&#39;anni fa, quando il consumo di vino pro capite era il doppio rispetto all&#39;attuale &quot; di vino si parla almeno il doppio.&quot;</p>
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		<title>Brunello di Montalcino: tracciabilità via SMS</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 10:48:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Ciullo</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[la buca del vino]]></category>
		<category><![CDATA[montalcino]]></category>
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		<category><![CDATA[vino rosso]]></category>
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		<description><![CDATA[
Un servizio sms per una completa tracciabilità della bottiglia acquistata.
È l&#8217;ultima iniziativa avviata a tutela del consumatore dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino che già da alcuni anni offre un sistema per la tracciabilità tramite il proprioito internet (www.consorziobrunellodimontalcino.it).
Per accedere al servizio basta seguire le istruzioni del sito e inserire nell&#8217;apposito forum le tre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a rel="attachment wp-att-375" href="http://www.labucadelvino.com/?attachment_id=375"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-375" title="cons brunello" src="http://www.labucadelvino.com/wp-content/uploads/2010/01/cons-brunello-150x150.jpg" alt="cons brunello" width="150" height="150" /></a></div>
<div>Un servizio sms per una completa tracciabilità della bottiglia acquistata.</div>
<div>È l&#8217;ultima iniziativa avviata a tutela del consumatore dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino che già da alcuni anni offre un sistema per la tracciabilità tramite il proprioito internet (www.consorziobrunellodimontalcino.it).</div>
<div>Per accedere al servizio basta seguire le istruzioni del sito e inserire nell&#8217;apposito forum le tre lettere e gli otto numeri presenti sulla fascetta obbligatoriamente apposta su ogni bottiglia di Brunello.</div>
<div>Al termine di questa semplice procedura appaiono una serie di dati fondamentali: annata, numero di bottiglie prodotte nella stessa partita, riferimento alla certificazione dell&#8217;ente di controllo, dati analitici specifici (titolo alcolometrico, estratto e acidità), nome del produttore con relativi riferimenti di indirizzo, numero di telefono, mail, nonchè il link diretto al suo sito web.</div>
<div>Adesso gli stessi dati possono essere reperiti tramite il telefono cellulare. La procedura è similare a quella del sito internet, ma viene fatta tramite l&#8217;invio di un Sms al numero 366.3008880.</div>
<div>In poco tempo arriverà un Sms di risposta contenente tutti i dati.</div>
<div style="text-align: justify;">«Si tratta di un importante passo avanti nel concetto ditrasparenza e tracciabilità totale &#8211; commenta il presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino Patrizio Cencioni &#8211; Con questo sistema i consumatori hanno innanzitutto la garanzia che la fascetta corrisponda effettivamente alla bottiglia su cui è applicata. Inoltre in questo modo i produttori stringono con il consumatore una sorta di patto che non finisce con l&#8217;acquisto della bottiglia, ma va avanti anche dopo, garantendo informazioni e assistenza a chi compra un vino del territorio di Montalcino».</div>
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		<title>Vin Brulé &#8211; Mulled wine</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 10:47:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Ciullo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le nostre ricette - Our recipes]]></category>

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Il Vin Brul&#232; &#232; una bevanda calda che ti aiuta a combattere il freddo dell&#39;inverno e a riscaldarti un po&#39; l&#39;anima!
Vin brul&#232; (o mulled wine) significa vino bruciato.Si tratta di una deliziosa e aromatica bevanda calda a base di vino rosso corposo, spezie, agrumi e zucchero: corroborante, riscaldante e disinfettante; viene adottata anche come rimedio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.labucadelvino.com/?attachment_id=363" rel="attachment wp-att-363"><img alt="vinbrulé" class="alignnone size-thumbnail wp-image-363" height="130" src="http://www.labucadelvino.com/wp-content/uploads/2009/12/vinbrulé-150x130.jpg" title="vinbrulé" width="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il Vin Brul&egrave; &egrave; una bevanda calda che ti aiuta a combattere il freddo dell&#39;inverno e a riscaldarti un po&#39; l&#39;anima!</p>
<p style="text-align: justify;">Vin brul&egrave; (o mulled wine) significa vino bruciato.Si tratta di una deliziosa e aromatica bevanda calda a base di vino rosso corposo, spezie, agrumi e zucchero: corroborante, riscaldante e disinfettante; viene adottata anche come rimedio per il raffreddore ed &egrave; molto usata nelle zone montane, dove il freddo &egrave; pi&ugrave; accentuato.<br />
	Conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, la sua preparazione &egrave; semplice e veloce e, anche se nei supermercati si trovano confezioni di spezie gi&agrave; pronte per l&rsquo;uso, non &egrave; assolutamente difficile prepararlo in casa secondo i vostri personali gusti.Per fare un buon vin brul&eacute;, &egrave; essenziale usare buoni ingredienti. Le dosi dipendono molto dal vostro gusto: basta fare un po&rsquo; di prove e seguire il proprio giudizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ingredienti<br />
	lt.1di vino rosso corposo (tra i nostri sfusi il rosso di Montecarlo &egrave; perfetto!)<br />
	g.200 di zucchero<br />
	1 Arancia non trattata<br />
	1 Limone non trattato<br />
	2 stecche di cannella<br />
	8 Chiodi di garofano<br />
	1/2 Noce moscata grattuggiata al momento<br />
	Altri ingredienti: potete provare ad aggiungere tra le spezie il cardamomo o un po&rsquo; di zenzero.<br />
	L&rsquo;importante &egrave; non esagerare perch&egrave; una spezia non finisca per prevalere sulle altre.<br />
	Potete anche sostituire allo zucchero il miele o lo zucchero di canna grezzo, che ha un aroma pi&ugrave; marcato.<br />
	.<br />
	Tagliate sottilmente la scorza del limone e dell&rsquo;arancia, senza prendere anche la parte bianca, che renderebbe amara la preparazione.<br />
	In un tegame di acciaio dai bordi non troppo alti, versate il vino, lo zucchero, le spezie, le bucce del limone e dell&rsquo;arancia.<br />
	Ponete la pentola sul fuoco e portate lentamente a ebollizione: fate bollire a fuoco basso per 5 minuti mescolando fino al completo scioglimento dello zucchero; a questo punto avvicinate una fiamma alla superficie, del vino, facendo molta attenzione a non scottarvi: l&rsquo;alcol contenuto nel vino prender&agrave; fuoco, e voi dovete lasciarlo fiammeggiare fino al completo spegnimento.<br />
	Quando il fuoco si sar&agrave; spento, filtrate il vin brul&egrave; con un colino a maglie fittissime e servitelo fumante.<br />
	Per servire il vin brul&egrave;, &egrave; consigliabile usare boccali o tazze di ceramica, o di vetro temprato, perch&egrave; il vetro di un normale bicchiere potrebbe non reggere all&rsquo;eccessivo calore e incrinarsi o addirittura spaccarsi immediatamente.<meta content="text/html; charset=utf-8" http-equiv="Content-Type" /><meta content="Word.Document" name="ProgId" /><meta content="Microsoft Word 11" name="Generator" /><meta content="Microsoft Word 11" name="Originator" />
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<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Vin Brul&eacute; (mulled wine) is a hot drink that helps fight the cold of winter and gently warms the heart!</p>
<p>	Vin brul&eacute; means scalded wine.&nbsp; It is a delicious, aromatic hot beverage made with full-bodied red wine, spices, citrus, and sugar.&nbsp; Strengthening, warning, and healthful, vin brul&eacute; has been adopted as a remedy for the common cold and is often used as such in mountainous regions where the winters are particularly harsh.&nbsp; Known and appreciated throughout the world, its preparation is quick and simple.&nbsp; While it is easy to find pre-packaged spice mixes in the supermarket, it is not at all difficult to make vin brul&eacute; from scratch, allowing you to customize it according to your personal preferences.&nbsp; To make good vin brul&eacute;, you must use good ingredients.&nbsp; The exact proportions will depend on your taste&mdash;make a bit to try, and then adjust the recipe as you wish.</p>
<p>	Ingredients:<br />
	1 bottle of full-bodied red wine (our Montecarlo is perfect!)<br />
	200g sugar<br />
	1 orange (unpeeled)<br />
	1 lemon (unpeeled)<br />
	2 sticks of cinnamon<br />
	8 cloves<br />
	&frac12; a nutmeg, freshly ground<br />
	other ingredients: You can also try adding other spices, like cardamom and a bit of ginger. <br />
	It is important not to go overboard&mdash;no one spice should dominate the rest.<br />
	You can also substitute honey for the sugar or use brown sugar or raw sugar, which have stronger flavors.</p>
<p>	Preparation:<br />
	Finely slice the orange rind and the lemon rind, avoiding the white part (which will make the vin brul&eacute; bitter).&nbsp; In a shallow steel pan, mix the wine, sugar, spices, and citrus rinds.&nbsp; Place the pan on the stove and bring slowly to a boil.&nbsp; Simmer over low heat for 5 minutes, stirring constantly until the sugar is dissolved.&nbsp; At this point, place a lit match near the surface of the wine, being careful not to burn yourself&mdash;the alcohol contained in the wine will catch fire and should be left until it burns itself out.&nbsp; When the fire has gone out, strain the vin brul&eacute; through a fine sieve and serve while it is steaming hot.</p>
<p>	Remember to serve vin brul&eacute; in cups or mugs made of ceramic or tempered glass&mdash;the glass used in regular cups will crack or shatter from the heat.<br />
	&nbsp;</p>
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		<title>Mario Agostinelli e i suoi pregiati legumi toscani</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 10:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Ciullo</dc:creator>
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Ieri sera Mario Agostinelli &#232; venuto a portarci i meravigliosi frutti del suo duro lavoro!
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.labucadelvino.com/?attachment_id=352" rel="attachment wp-att-352"><img alt="Fagioli-Zolfini-agostin.-2" class="alignnone size-thumbnail wp-image-352" height="150" src="http://www.labucadelvino.com/wp-content/uploads/2009/12/Fagioli-Zolfini-agostin.-24-150x150.jpg" title="Fagioli-Zolfini-agostin.-2" width="150" /></a></p>
<p>Ieri sera Mario Agostinelli &egrave; venuto a portarci i meravigliosi frutti del suo duro lavoro!<br />
	Mario &egrave; un piccolo produttore di legumi toscani di altissima qualit&agrave;:&egrave; molto noto nel campo dell&rsquo;alta ristorazione, i suoi legumi si trovano nei men&ugrave; di ristoranti di primissimo livello, e noi ci pregiamo di averlo tra i nostri fornitori perch&egrave; vogliamo dare ai nostri amici (tutti i nostri clienti prima o poi lo diventano!), vini e alimenti fatti CON LE MANI, controllati garantiti e assaggiati da noi, possibilmente a kilometro zero..insomma, quanto di meglio la nostra terra possa offrire!<br />
	Nella sua azienda agricola Mario produce legumi: il Cecino Rosa, un&#39;antica variet&agrave; coltivata nel Pratomagno; il Fagiolo Toscanello di Reggello e il famigerato Fagiolo Zolfino.<br />
	Il Cecino Rosa di Reggello &egrave; una particolare variet&agrave; di ceci del Pratomagno dal sapore delicatissimo:veniva coltivato gia cento anni f&agrave; da una famiglia di contadini di Reggello ed &egrave; sopravvissuto grazie alla loro accurata selezione. Mario ne ha ripreso la produzione da dieci anni ed &egrave; l&rsquo;unico produttore di questi ceci.<br />
	La struttura prevalentemente calcarea del terreno su cui viene coltivato &egrave; particolarmente adatta per la crescita di questo legume. Ricco di fibra, beta-carotene e fosfolipidi &egrave; molto utile all&rsquo;apparato cardio-vascolare e nel combattere il colesterolo.<br />
	Il Fagiolo Toscanello di Reggello &egrave; un &quot;parente stretto&quot; dello Zolfino, &egrave; un&rsquo;altra prelibatezza per gli amanti dei legumi di qualit&agrave;. Il loro gusto marcatamente dolce e cremoso e la consistenza di questi fagioli dalla buccia sottilissima, viene esaltato da una procedura di cottura lenta ma semplice.<br />
	Il Fagiolo Zolfino del Pratomagno &egrave; tra le variet&agrave; pi&ugrave; antiche e rinomate di fagioli. Si tratta di una pianta nana, non molto produttiva,che prende il nome dal particolare colore dei suoi frutti, piccoli fagioli di un&nbsp; giallo pallido che ricorda molto quello dello zolfo.E&#39; il legume toscano piu&#39; pregiato, tipico del Pratomagno, un&#39;area collinare fra le provincie di Arezzo e Firenze.<br />
	Delicato, saporito e facilmente digeribile, ha una buccia sottilissima, tanto da non necessitare un lungo preammollo.<br />
	Ed ora, a proposito dello Zolfino, veniamo alle note dolenti..<br />
	Questo prezioso legume &egrave; tutelato dall&#39;Associazione del Fagiolo Zolfino del Pratomagno, che si occupa di salvaguardarne la produzione e la commercializzazione ma, di fatto, questa associazione sta dando non pochi pensieri a Mario, non lo sta tutelando, anzi lo sta mettendo in difficolt&agrave;.<br />
	Si dice che il suo regolamento abbia le &ldquo;maglie&rdquo; un p&ograve; larghe, permettendo cos&igrave; ad alcuni produttori o rivenditori di fare i furbetti; l&rsquo;indicazione della zona di provenienza viene riportata solo blandamente nelle confezioni, inoltre d&agrave; la possibilit&agrave; ai rivenditori di raccogliere gli scarti di produzione di piccoli produttori e rimetterli sul mercato a proprio marchio.Dunque, purtroppo, alcuni commercianti riescono a piazzare sul mercato prodotti simili ma pi&ugrave; scadenti, spacciandoli per l&rsquo;originale.<br />
	Tutto questo sta portando ad una abbassamento del prezzo medio dei fagioli zolfini, ad una svalutazione del prodotto, e sta favorendo chi produce o rivende a bassi costi senza rispettare lo standard qualitativo che questo prodotto dovrebbe mantenere.Ecco perch&egrave; ormai sono finiti sui banchi della grande distribuzione.Ecco perch&egrave; hanno fregato Mario!<br />
	Un piccolo produttore come lui che coltiva in maniera prettamente artigianale e senza l&rsquo;ausilio di pesticidi chimici, che seleziona a mano uno ad uno i suoi legumi,nel rispetto delle dimensioni e delle caratteristiche che devono contraddistinguere questo fagiolo, ha dei costi di produzione inevitabilmente pi&ugrave; alti. Di conseguenza i suoi fagioli zolfini costano di pi&ugrave; ma sono prodotti come dovrebbero essere prodotti. Il problema &egrave; che, ci dice lui, &ldquo;la gente non legge le etichette riportate sulla confezione&rdquo;, non legge dove sono stati prodotti quei fagioli e da chi!<br />
	Speriamo che dopo aver letto questo post abbiate capito quanto sacrificio e lavoro fanno i nostri contadini per dare a tutti noi la possibilit&agrave; di alimentarci in modo sano e &quot;gustoso&quot;, e che vi sia venuta la voglia di assaggiare queste prelibatezze che ancora la nostra terra ci offre!<br />
	Quanto prima , nella sezione Ricette troverete i suggerimenti per apprezzarli al meglio!</p>
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