Sezione News

Giacomo Tachis, il principe degli enologi, lascia

Inserito da Antonella Ciullo data: aprile 17th, 2010

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Vogliamo condividere con voi questo articolo di Michele Giuntini uscito ieri su www.ansa.it

E’ il ‘principe’ degli enologi italiani, ha inventato vini celebri e i suoi consigli sono ancora i più ascoltati e temuti perché possono fare la fortuna di un’azienda. Ora Giacomo Tachis, piemontese originario di Poirino (Torino) ma da tempo trapiantato in Toscana, lascia l’attività per ritirarsi a vita privata. “Lascio – spiega Tachis – perché ho 77 anni, ho avuto grandi soddisfazioni e ora voglio dedicarmi interamente alla famiglia, ai miei nipoti e ai miei libri”. Ritenuto artefice di un Rinascimento del vino italiano e scopritore dei supertuscans, Tachis è considerato il papà di vini ’star’ come Sassicaia, a Bolgheri, e Tignanello e Solaia, nelle tenute di Antinori vicino a Firenze.

Dopo gli studi alla Scuola di enologia di Alba e le prime esperienze professionali, nel 1961 Tachis approdò alla casa vinicola Marchesi Antinori dove è rimasto per 32 anni divenendone storico direttore. Appassionato bibliofilo, nella sua casa di San Casciano Val di Pesa custodisce antichi volumi e dal suo studio continuerà a tenere d’occhio l’agricoltura e in particolare la viticoltura. “Il vino non conoscerà mai crisi perché la gente lo beve e lo berrà sempre”, dice. “Negli ultimi decenni – continua – sono stati fatti grandi investimenti economico-finanziari nelle campagne. In parte hanno fatto del bene, perché hanno portato progresso. Ma in parte no, perché c’é chi si è adagiato su un iniziale progresso e ci sono tendenze speculative. Ad ogni modo il vino ha avuto e avrà sempre mercato”.

Il vino, quindi, ci sarà sempre e “sarà naturale se è fedele alla sua natura”. “Rispettiamo la natura e la semplicità del vino – esorta pertanto Tachis -. Perciò niente chimica come viene fatta oggi e attenti alla genetica, perché la natura si ribella”. Una eredità morale che passa alle nuove leve di enologi e anche un avviso ai consumatori. Quindi distingue: “C’é il vino del povero e il vino del ricco. Quello del povero è il ‘vinum operarium’ fatto semplicemente dal contadino, che nasce dal sentimento e che è più vicino alla natura. L’agricoltore serio vinifica come sente di fare e l’ispirazione gli proviene dalla campagna e dall’armonia raggiunta con essa; in questo modo il vino nasce dalla mano dell’uomo come la natura vuole che sia”. “Il vino del ricco, invece, si ha con tecniche sofisticate, viene ottenuto con travasi particolari, microfiltrazioni o anche balle tipo l”osmosi inversà e altre ancora. Punta su vitigni scelti, noti, sui più blasonati”. Tachis si schermisce definendosi un umile ‘mescolavino’, ha presente che il suo mondo apre la porta alla biologia molecolare e all’ingegneria genetica e fa previsioni. “Ora è il momento di vitigni emergenti come Cabernet e Syrah, ma in futuro ne arriveranno altri. Si affermeranno vitigni più ’scorrevoli’, ‘passanti’, meno alcolici”. “Oggi – continua – molti potano corto per ridurre la produzione ma così aumentano il grado alcolico.

Il vino ad alta gradazione dà alla testa della gente che si accorgerà di preferire vini a gradazione bassa, più facili da bere e adatti alle proprie abitudini alimentari”. Di conseguenza, tra le regioni vinicole italiane, “verrà il momento della Maremma, l’area più vocata della Toscana, e del Sud, in particolare di Puglia e Basilicata, mentre la Sicilia potrà migliorare ancora purché non ecceda”. “In Italia – aggiunge – basta voler produrre bene per ottenere risultati perché c’é sole, luce, i terreni sono esposti bene, si tratta di investire e lavorarci”. E all’estero? “California, Cile, Sud Africa, Argentina si svilupperanno di più. E anche la Moldavia”. Sulla ‘vecchia’ Europa, Tachis è convinto che sia “un fatto tra noi e i francesi. Sono stati più furbi ma non sono mica imbattibili”. (michele.giuntini@ansa.it)

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Pan di Ramerino

Inserito da Antonella Ciullo data: aprile 1st, 2010

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kg.1 farina bianca
g.50 lievito di birra
1 bicchiere di acqua tiepida
1 bicchiere di olio di oliva
g.250 di uva passa zibibbo
1 rametto di rosmarino
g.300 zucchero

Sistemare la farina “a fontana” e lavoratela con l’acqua, il lievito e lo zucchero fino a formare una palla liscia che farete riposare coperta da un panno fino a che non avrà raddoppiato il suo volume.
Aggiungere il bicchiere d’olio, l’uvetta, e gli aghi di rosmarino e lavorare di nuovo il tutto: quando il composto risulterà morbido suddividerlo in tanti panetti di uguale grandezza, segnarli con un taglio a croce e cuocerli in forno a 200° fino a che non avranno preso una bella crosta scura.

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Scegliere un frigo-cantina

Inserito da Antonella Ciullo data: febbraio 2nd, 2010

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Per conservare al meglio il vino in casa, o per servirlo da veri intenditori non è indispensabile avere una cantina…
Oltre alle varie soluzioni domestiche suggerite nel post precedente si può optare per un frigo-cantina, new entry nelle nostre case e tra gli oggetti del desiderio degli eno-appassionati!
Questo elettrodomestico ormai accessibile anche a chi deve fare i conti con piccoli spazi e piccolo budget, è in grado di riprodurre le condizioni ideali per mentenere intatte nel tempo le caratteristiche dei diversi vini e si trova sul mercato con prezzi variabili, dai €200 in su a seconda delle sue dimensioni, delle funzioni e delle prestazioni che offre.
I frigo-cantina, silenziosi e capienti, pensati appositamente per il vino, possono essere freestanding o da incasso:
i freestanding, o a libera installazione  possono essere sistemati in qualunque ambiente della casa dotato di presa elettrica, non necessariamente la cucina.
Si trovano in diverse misure, anche di grandi dimensioni, modulari o componibili, l'estetica è quasi sempre curatissima e raffinata.
I modelli a incasso invece, vengono inseriti sotto il top della cucina componibile oppure in colonna con altri elettrodomestici e per questo hanno misure standard adatte all’incasso: 60 cm di profondità, circa 60 cm di larghezza e intorno agli 80 cm di altezza.
Al di là di forme, dimensioni ed estetica, nella scelta di un frigo cantina bisogna porsi una domanda fondamentale: voglio un frigo-cantina per conservare il vino a lungo e farlo invecchiare?
O voglio un frigo-cantina che mi conservi semplicemente il vino per la sua degustazione ottimale?
Per rispondere a queste esigenze diverse essi si trovano in due versioni: climatizzati o temperati .
I climatizzati  sono pensati per la conservazione del vino sul lungo periodo. Grazie all'aerazione continua, al raffreddamento a ricircolo d'aria e a una percentuale di umidità compresa tra il 60% e l'80% riproducono l'ambiente ottimale per la conservazione del vino per lungo tempo senza alterazioni, imitando esattamente la cantina. Alcuni modelli climatizzati sono dotati anche di regolazione elettronica di temperatura e umidità con display digitale, nonchè di zone diversificate rispettivamente per l’invecchiamento e per il raffreddamento delle bottiglie per creare l'habitat ottimale per vini differenti, dallo champagne al rosso più corposo (+5°C +22°C).
I modelli temperati invece,regolabili tra i 5°C e i 18°C sono particolarmente indicati per portare le bottiglie alla giusta temperatura di degustazione; alcuni prevedono fino a 5 zone diverse, preparando alla degustazione contemporaneamente rossi, bianchi o bollicine.
Nei modelli che non posseggono la diversificazione delle zone, ci si può aiutare studiando bene la sistemazione delle bottiglie: i ripiani più alti infatti sono più caldi e vanno in genere riservati ai vini rossi; i ripiani bassi sono più freddi e quindi più adatti per i vini bianchi e gli spumanti.
In ogni caso tutti gli apparecchi hanno pareti interne realizzate in plastiche a uso alimentare e filtri ai carboni attivi per la purificazione dell'aria per evitare la proliferazione di muffe, batteri e odori, elementi molto dannosi per il vino.
Le porte sono solitamente in doppio o triplo vetro temperato, schermato dai raggi UV, i quali impediscono che luce troppo forte penetri all’interno  rischiando così di alterare il contenuto delle bottiglie (vini bianchi e spumanti temono in particolar modo la luce):il vano è comunque spesso dotato di illuminazione interna, azionata all’apertura dello sportello o da comandi posti all'esterno.
I ripiani, montati su tamponi di gomma, sono spesso griglie di acciaio o di legno lavorato a mano e non trattato(cioè sottoposto a processi chimici potenzialmente capaci di alterare le qualità organolettiche del vino) estraibili e regolabili in altezza, pensati per far circolare in modo ottimale l’aria
il compressore di raffreddamento funziona molto lentamente ed è in genere montato su supporti anti-vibrazioni.
Infine alcuni modelli sono dotati di chiusura a chiave per una maggiore sicurezza.
Alcuni optional dei  frigo-cantina:
Funzione party, cioè un vano separato apribile indipendentemente dal resto, per fornire le bottiglie per un aperitivo o una festa
Allarme sonoro per avvisare quando la porta è rimasta inavvertitamente aperta
Vano frigorifero aggiuntivo
Sbrinamento automatico

Come tutti i prodotti elettronici, anche i frigo-cantina sono dotati di scheda tecnica: valutatela al momento dell’acquisto!
Sulla scheda tecnica sono indicati:
capacità netta, espressa in litri
classe energetica di appartenenza (la A è quella che permette maggiore risparmio energetico)
numero di bottiglie che il frigo-cantina può contenere
temperatura minima e la temperatura massima tra cui può oscillare il vano
caratteristiche, che comprendono l’eventuale diversificazione in zone con differenti temperature, i comandi elettronici, le caratteristiche della porta, le eventuali caratteristiche opzionali
dimensioni espresse in cm

Tra le migliori marche distributrici di Frigo cantina ricordiamo: Candy, Samsung, Haier, Miele, Scholtès, Liebherr, Siemens,Rasera, Artevino.

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Brunello di Montalcino: tracciabilità via SMS

Inserito da Antonella Ciullo data: gennaio 11th, 2010
cons brunello
Un servizio sms per una completa tracciabilità della bottiglia acquistata.
È l’ultima iniziativa avviata a tutela del consumatore dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino che già da alcuni anni offre un sistema per la tracciabilità tramite il proprioito internet (www.consorziobrunellodimontalcino.it).
Per accedere al servizio basta seguire le istruzioni del sito e inserire nell’apposito forum le tre lettere e gli otto numeri presenti sulla fascetta obbligatoriamente apposta su ogni bottiglia di Brunello.
Al termine di questa semplice procedura appaiono una serie di dati fondamentali: annata, numero di bottiglie prodotte nella stessa partita, riferimento alla certificazione dell’ente di controllo, dati analitici specifici (titolo alcolometrico, estratto e acidità), nome del produttore con relativi riferimenti di indirizzo, numero di telefono, mail, nonchè il link diretto al suo sito web.
Adesso gli stessi dati possono essere reperiti tramite il telefono cellulare. La procedura è similare a quella del sito internet, ma viene fatta tramite l’invio di un Sms al numero 366.3008880.
In poco tempo arriverà un Sms di risposta contenente tutti i dati.
«Si tratta di un importante passo avanti nel concetto ditrasparenza e tracciabilità totale – commenta il presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino Patrizio Cencioni – Con questo sistema i consumatori hanno innanzitutto la garanzia che la fascetta corrisponda effettivamente alla bottiglia su cui è applicata. Inoltre in questo modo i produttori stringono con il consumatore una sorta di patto che non finisce con l’acquisto della bottiglia, ma va avanti anche dopo, garantendo informazioni e assistenza a chi compra un vino del territorio di Montalcino».
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Mario Agostinelli e i suoi pregiati legumi toscani

Inserito da Antonella Ciullo data: dicembre 12th, 2009

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Ieri sera Mario Agostinelli è venuto a portarci i meravigliosi frutti del suo duro lavoro!
Mario è un piccolo produttore di legumi toscani di altissima qualità:è molto noto nel campo dell’alta ristorazione, i suoi legumi si trovano nei menù di ristoranti di primissimo livello, e noi ci pregiamo di averlo tra i nostri fornitori perchè vogliamo dare ai nostri amici (tutti i nostri clienti prima o poi lo diventano!), vini e alimenti fatti CON LE MANI, controllati garantiti e assaggiati da noi, possibilmente a kilometro zero..insomma, quanto di meglio la nostra terra possa offrire!
Nella sua azienda agricola Mario produce legumi: il Cecino Rosa, un'antica varietà coltivata nel Pratomagno; il Fagiolo Toscanello di Reggello e il famigerato Fagiolo Zolfino.
Il Cecino Rosa di Reggello è una particolare varietà di ceci del Pratomagno dal sapore delicatissimo:veniva coltivato gia cento anni fà da una famiglia di contadini di Reggello ed è sopravvissuto grazie alla loro accurata selezione. Mario ne ha ripreso la produzione da dieci anni ed è l’unico produttore di questi ceci.
La struttura prevalentemente calcarea del terreno su cui viene coltivato è particolarmente adatta per la crescita di questo legume. Ricco di fibra, beta-carotene e fosfolipidi è molto utile all’apparato cardio-vascolare e nel combattere il colesterolo.
Il Fagiolo Toscanello di Reggello è un "parente stretto" dello Zolfino, è un’altra prelibatezza per gli amanti dei legumi di qualità. Il loro gusto marcatamente dolce e cremoso e la consistenza di questi fagioli dalla buccia sottilissima, viene esaltato da una procedura di cottura lenta ma semplice.
Il Fagiolo Zolfino del Pratomagno è tra le varietà più antiche e rinomate di fagioli. Si tratta di una pianta nana, non molto produttiva,che prende il nome dal particolare colore dei suoi frutti, piccoli fagioli di un  giallo pallido che ricorda molto quello dello zolfo.E' il legume toscano piu' pregiato, tipico del Pratomagno, un'area collinare fra le provincie di Arezzo e Firenze.
Delicato, saporito e facilmente digeribile, ha una buccia sottilissima, tanto da non necessitare un lungo preammollo.
Ed ora, a proposito dello Zolfino, veniamo alle note dolenti..
Questo prezioso legume è tutelato dall'Associazione del Fagiolo Zolfino del Pratomagno, che si occupa di salvaguardarne la produzione e la commercializzazione ma, di fatto, questa associazione sta dando non pochi pensieri a Mario, non lo sta tutelando, anzi lo sta mettendo in difficoltà.
Si dice che il suo regolamento abbia le “maglie” un pò larghe, permettendo così ad alcuni produttori o rivenditori di fare i furbetti; l’indicazione della zona di provenienza viene riportata solo blandamente nelle confezioni, inoltre dà la possibilità ai rivenditori di raccogliere gli scarti di produzione di piccoli produttori e rimetterli sul mercato a proprio marchio.Dunque, purtroppo, alcuni commercianti riescono a piazzare sul mercato prodotti simili ma più scadenti, spacciandoli per l’originale.
Tutto questo sta portando ad una abbassamento del prezzo medio dei fagioli zolfini, ad una svalutazione del prodotto, e sta favorendo chi produce o rivende a bassi costi senza rispettare lo standard qualitativo che questo prodotto dovrebbe mantenere.Ecco perchè ormai sono finiti sui banchi della grande distribuzione.Ecco perchè hanno fregato Mario!
Un piccolo produttore come lui che coltiva in maniera prettamente artigianale e senza l’ausilio di pesticidi chimici, che seleziona a mano uno ad uno i suoi legumi,nel rispetto delle dimensioni e delle caratteristiche che devono contraddistinguere questo fagiolo, ha dei costi di produzione inevitabilmente più alti. Di conseguenza i suoi fagioli zolfini costano di più ma sono prodotti come dovrebbero essere prodotti. Il problema è che, ci dice lui, “la gente non legge le etichette riportate sulla confezione”, non legge dove sono stati prodotti quei fagioli e da chi!
Speriamo che dopo aver letto questo post abbiate capito quanto sacrificio e lavoro fanno i nostri contadini per dare a tutti noi la possibilità di alimentarci in modo sano e "gustoso", e che vi sia venuta la voglia di assaggiare queste prelibatezze che ancora la nostra terra ci offre!
Quanto prima , nella sezione Ricette troverete i suggerimenti per apprezzarli al meglio!

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